1. La Ministro Cancellieri, poco fa, da Fazio, ha ammesso di non aver mai ragionato sul problema dei bambini “ristretti” in carcere. Avrebbe potuto tentare di arrampicarsi sugli specchi, avrebbe potuto dare una risposta in politichese, avrebbe potuto dire che la competenza in materia era della Ministro Severino. Invece ha ammesso di non aver ancora, colpevolmente, messo in agenda questo problema. Beh, io l’ho apprezzata. Ora attendiamo risposte sulla questione.

  2. Ora… non credo dovrei rendere la cosa pubblica ma mi sono ritrovato a ballare (da solo!) guardando questa scena…

  3. Quod incepimus conficiemus

  4. La presa elettrica diventa un punto di accesso a Internet e rete con 34 euro →

  5. La vita se non è alimentata dalla fiamma dell’Ideale, è una volgare partita d’introito e di esito.

    — Libero Bovio (1883-1942)

  6. Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.

    — Boris Pasternak

  7. La grande bufala degli animali morti per i botti →

    A mio avviso, le esplosioni del 31 dicembre mietono più vittime tra gli uomini che tra gli animali. Resta il fatto, beninteso, che anche questi ultimi ne subiscono gli effetti. Ma non è la prima volta che l’AIDAA spara numeri alla “caprice de Dieu”. Ci sono associazioni animaliste che compiono la loro opera meritoria con i fatti, ed altre che devono affidarsi ad uscite “d’effetto” perché le si possa conoscere. Diffidate, gente. Diffidate.

  8. 5 tra le notizie più “curiose” del 2011

    Il libro che ha venduto più della Rowling

    Si intitola “What every man thinks about apart from sex” (“Ciò che ogni uomo pensa oltre al sesso”) ed è un libro scritto da Sheridan Simove: rivela il funzionamento della mente maschile, sondando nei pensieri degli uomini, fatti salvi quelli relativi al sesso. Costa meno di 5 sterline ed è diventato un bestseller, superando le vendite di “Harry Potter e l’Ordine della Fenice” della Rowling e “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown. 

    Curioso che il libro sia costituito da 200 pagine bianche. (fonte)

    Il ragazzo che avrebbe dovuto aspettare sei ore, prima di bere

    “La sfortuna si adatta incommensurabile bene al genere umano: meglio del successo”, ha detto Albert Einstein. Lo sa bene Jesse Robinson, arrestato alle 18.30 del 21 maggio 2011 perché, underage, è stato sorpreso ad assumere alcolici dalla polizia di Springboro, 17.000 anime nel nord dell’Ohio.

    Jesse avrebbe compiuto 21 anni alla mezzanotte di quel giorno. Dal 22 maggio, quindi, avrebbe potuto bere alcol evitando le manette. (fonte)

    La parte superiore del corpo bloccata in un tombino. Per un cellulare


    A Ceres, in California, Jared Medeiros stava camminando verso casa di un amico quando è stato aggredito da un gruppo di uomini, che l’hanno lasciato un po’ malconcio. Dopo la colluttazione, i balordi hanno buttato il suo cellulare in un tombino.

    Volendo usare quel telefono per chiamare la polizia, Jared ha infilato la testa nello scarico. Rimanendo bloccato. Ha dovuto gridare per 40 minuti prima che qualcuno si accorgesse di lui. I Vigili del fuoco hanno faticato non poco per tirarlo fuori. (fonte)

    Una manovra ineccepibile. E rimane incastrata nel cemento fresco


    A Houston, in Texas, un’avvocatessa ha effettuato una inversione ad U con la sua Lexus di lusso. Deve aver pensato: “Chissenefrega di ‘sti birilli arancioni”. Peccato che non si è accorta che, affianco a quei birilli, aveva un letto di cemento fresco, nel quale è rimasta intrappolata.

    Anche se invitata dalla polizia a scendere dalla macchina, si è rifiutata di farlo: avrebbe rovinato le scarpe. (link)

    Il bambino che è nato alle 11.11 dell’11.11.11

    Si chiama Jacob Anthony Saydeh e non avrà alcuna difficoltà a ricordare con precisione quando è nato. Il piccolo Jacob Anthony, infatti, è venuto al mondo al Virtua Memorial Hospital di Mount Holly, nel New Jersey, alle 11.11 dell’11 novembre 2011.

    Alla nascita, pesava 4 chili. (link)

  9. A man must not deny his manifest abilities, for that is to evade his obligations.

    — Robert Louis StevensonThe Treasure of Franchard

  10. Basta pensione, nonnetti al lavoro -di Michele Serra

    Giorno dopo giorno, prende forma e sostanza la manovra economica del Governo Monti. Ecco le principali conseguenze per le famiglie italiane.

    […] Età pensionabile. Nonostante voci incontrollate, l’età pensionabile è ancora prevista. Si calcola con una facile formula: l’età attuale più un anno. In pratica ogni italiano, in qualunque momento della propria vita, dovrà calcolare la propria età e aggiungere un anno, e saprà quando potrà andare in pensione. Pare che lo staff del ministro Fornero abbia tratto ispirazione, per questo provvedimento, dal cartello appeso in molti bar e tintorie: “Oggi non si fa credito, domani sì”.

    Tassa sulla casa. Torna la tassa sulla prima casa, con una novità rilevante: per ragioni di equità, la dovrà pagare anche chi non possiede una casa, e in tutti questi anni ha comodamente approfittato dei grandi vantaggi fiscali garantiti da questo furbo espediente. La dicitura “tassa sulla prima casa” offre allo Stato anche un’altra possibilità di prelievo. “La definizione”, spiega il dottor Scamarza dell’Agenzia delle entrate, “non si presta a equivoco alcuno: vuol dire la prima casa che ciascuno di noi ha posseduto nella vita, anche se poi si è trasferito altrove. Lo stesso appartamento può essere stato “prima casa” di un sacco di famiglie, ed è ovvio che ciascuno di queste è tenuta a corrispondere il relativo tributo”.

    […] Evasione fiscale. Il fenomeno è così grave ed esteso che il governo lo ha definito, in un recente documento, “grave ed esteso”. Nel prossimo documento il premier prevede di inasprire ulteriormente il suo atteggiamento nei confronti del fenomeno, arrivando a definirlo “molto grave e molto esteso”. Ma i falchi del ministero dell’Economia, secondo indiscrezioni, insistono perché l’evasione fiscale sia definita “eccezionalmente grave ed eccezionalmente estesa”.

    Michele Serra, L’Espresso, 4 gennaio 2012